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NO CACCIA

CONDANNATI A MORTE 67 DAINI A RAVENNA: CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARLI

La provincia di Ravenna ha condannato a morte 67 daini all’interno della Pineta di Classe (Ra), ignorando ed escludendo tutti i metodi non cruenti alternativi come il controllo della fertilità mediante sterilizzazione chirurgica e/o la somministrazione di farmaci contraccettivi.
A nulla sono serviti gli appelli e i ricorsi di molte associazioni animaliste nonchè le proposte da parte di alcuni facoltosi imprenditori di ospitare questi animali e di farsi carico del loro mantenimento pur di scongiurarne l’abbattimento.
La macchina della morte si è già messa in moto e ogni minuto potrebbe essere fatale per loro.
Nell'attesa che il lungo procedimento burocratico per i ricorsi contro i piani di abbattimento segua il suo iter, l’unico modo per scongiurare il massacro è effettuare quotidiane azioni di disturbo venatorio, nel pieno rispetto della legge, in modo da tenere lontani gli animali dalle zone in cui i cacciatori si appostano su apposite altane per ucciderli.
Aiutiamoli, hanno bisogno di noi, adesso: partecipiamo ai disturbi venatori.

VOLONTARI, ATTIVISTI, UNITEVI ALLE PASSEGGIATE PACIFICHE IN DIFESA DEI DAINI DELLA PINETA DI CLASSE: Ogni mattina prima dell'alba alcuni volontari ed attivisti di diverse associazioni si ritrovano nella pineta di Classe per difendere i daini: con la semplice presenza, passeggiando davanti alla pineta, cercano di far rientrare i daini , dove non possono essere cacciati.
Se si cammina nella zona delle altane, con tranquillità, i cacciatori non possono sparare. Si Cercano volontari che aiutino nei turni fino alla fine di febbraio.
Si specifica che non viene richiesto aiuto per insultare o compiere atti violenti, ma semplicemente per "esserci" per i daini. Una presenza costante e tranquilla è l' arma migliore per fare desistere i cacciatori. Più si è, e più si rende evidente la contrarietà della cittadinanza e degli italiani a questa caccia di selezione.
Se avete qualche mattinata a disposizione scrivete alle mail info@animaldefenders.it e dainipineta@libero.it

DANNEGGIAMENTI E AGGRESSIONI AGLI ANIMALISTI: Continuano nella Pineta di Classe di Ravenna i danneggiamenti, le aggressioni e le intimidazioni di stampo mafioso nei confronti degli animalisti.
Le foto del cacciatore nell'atto di colpire una giovane ragazza con il calcio del suo fucile nonché le ultime immagini della testa mozzata di un daino lasciata sulla macchina intenzionalmente danneggiata dell'animalista Bruno Bedetti, stanno facendo il giro del web.
Continue violazioni della legalità vengono perpetrate a danno dei cittadini e degli animali i quali, non bisogna dimenticarlo, sono ugualmente soggetti di diritto.
La vita di un animale per un animalista è importante tanto quanto la propria e per questo non smetterà mai di difenderla .
Il 5 febbraio 2015 le trasmissioni Striscia La Notizia e Le Iene hanno mandato in onda servizi televisivi per denunciare questi vergognosi atti, nonché per mettere in luce l’illegittimità della Delibera Provinciale che sta permettendo il massacro dei daini .
L’associazione Animal Defenders ha richiesto ufficialmente al Comune di Ravenna, alla Provincia di Ravenna e alla Prefettura di Ravenna di fermare immediatamente la caccia ai Daini nella Pineta di Classe, per motivi di ordine pubblico e di tutela dell'incolumità pubblica.
E' stato chiesto inoltre che vengano attuati piani alternativi alla soppressione, quali la sterilizzazione e l'affidando degli animali in esubero a terzi soggetti privati (come da richiesta di svariati imprenditori) e/o pubblici.
Chiediamo a tutti gli animalisti e a tutte le associazioni di rispondere uniti a questi soprusi partecipando in massa alle passeggiate pacifiche in difesa dei daini scrivendo alle mail info@animaldefenders.it e dainipineta@libero.it
Non lasciamoli soli.

6 FEBBRAIO 2015, Il CONSIGLIO DI STATO BLOCCA PROVVISORIAMENTE LA CACCIA FINO AL 5 MARZO: Sulla vicenda dei Daini della Pineta di Classe entra in scena il Consiglio di Stato che con Decreto accoglie i ricorsi di diverse associazione animaliste sospendendo momentaneamente la caccia e riservandosi di decidere in maniera definitiva sulla questione il 5 Marzo 2015. Cosa succederà quel giorno?

5 MARZO 2015, IL CONSIGLIO DI STATO CONDANNA A MORTE I DAINI DELLA PINETA DI CLASSE (RA): Il Consiglio di stato con Ordinanza N° 01003/2015 del 05/03/2015 respinge i Ricorsi presentati dalle associazioni animaliste e condanna a morte i daini della Pineta di Classe (Ra). La Provincia di Ravenna aveva nel frattempo esteso la caccia ai Daini fino al 15/03/2015. Corsa contro il tempo per fermare il massacro, partecipa ai pacifici disturbi venatori scrivendo a dainipineta@libero.it

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DISPOSTO L'ABBATTIMENTO DELLE NUTRIE IN TUTTA ITALIA:SALVIAMOLE!

Siamo inorriditi di fronte alla decisione di autorizzare l’abbattimento delle nutrie su tutto il territorio nazionale. Questa scelta è palesemente una scelta politica di comodo ed ignora completamente sia le caratteristiche etologiche della specie, sia le peculiarità geologiche dell’ambiente della pianura alluvionale, gestito da anni in maniera scorretta e scriteriata.
La nutria è un castoro, dunque un erbivoro che non si ciba assolutamente di uova o di animali; partorisce in media 2 volte all’anno 5 cuccioli, di cui volpi e rapaci rappresentano un efficace predatore e la cui mortalità è elevata specie in periodi freddi. In natura la nutria si costruisce il nido utilizzando le vegetazione ripariale; si risolve a scavare tane negli argini (al massimo 2-3 metri di lunghezza) solo negli ambienti in detta vegetazione è stata distrutta. Le frane delle sponde sono un fenomeno complesso dovuto ad una molteplicità di fattori, principalmente la natura argillosa del terreno, la sezione ripida dei canali e la loro periodica messa in asciutta causata dalle attività del Consorzio di Bonifica, e il frequente passaggio di mezzi pesanti su capezzagne e strade arginali; le tane delle nutrie incidono solo in minima parte sul dissesto!
Già nel 2010, il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, assieme alla Regione Emilia-Romagna, aveva pubblicato le “Linee Guida per la Riqualificazione ambientale dei canali di bonifica in Emilia Romagna”. In esse si illustravano in dettaglio gli interventi ingegneristici per il controllo del dissesto, che prevedevano un allargamento e una modificazione della sezione trapezia classica delle sponde, a favore di una sezione meno inclinata e provvista di più stadi, in cui potesse crescere vegetazione ripariale. Questo ambiente ri-naturalizzato non solo salvaguarderebbe gli argini, in cui le tane scavate dalle nutrie non verrebbero più a creare problemi di cedimento e tenuta idraulica, ma addirittura favorirebbe lo sviluppo di ecosistemi sfavorevoli alla proliferazione delle nutrie stesse (Pagnoni& Santolini, 2011). Si tratterebbe insomma di una strategia vincente e definitiva sul lungo periodo. Non solo, ma addirittura incrementerebbe la biodiversità in un ambiente in cui il numero di specie è diminuito drasticamente non tanto per l’arrivo di specie alloctone, ma soprattutto per lo sfruttamento eccessivo e la devastazione del territorio, che le attività agricole intensive e la “crescente brama” di più terra da coltivare e maggiori rese (unitamente ai cambiamenti climatici in atto) stanno rischiando di rendere completamente sterile.
Diversi studi scientifici (ad es. Prigioni et al., 2005 e Panzacchi et al., 2007) hanno ormai mostrato il fallimento dei tentativi di eradicare le nutrie mediante campagne di soppressione; questo metodo rappresenta solo un costoso (e crudele, aggiungiamo) palliativo i cui risultati sono vanificati in breve tempo. I danni all’agricoltura ferrarese, che dai dati ufficiali della Provincia per il periodo 2003-2013 ammontano 1.500.000 euro, in base alla superficie coltivata (SAU, 214.726 ettari, fonte Regione ER, 2008) si traducono in una spesa di 0,7 euro per ettaro all’anno, una cifra decisamente risibile. L’agricoltura sa che deve fare i conti con la natura, con le stagioni, le intemperie, la grandine e anche con gli animali che vivono assieme a noi. Non si può pensare di sterminare tutto per fare agricoltura, il cui reddito stentato non deriva certo dai danni provocati dalla fauna, autoctona o alloctona che sia.
E’ falso affermare che la nutria costituisca un pericolo sanitario per l’uomo; dalle analisi effettuate dagli Istituti Zooprofilattici essa risulta un animale sano al pari delle altre specie presenti nel territorio in cui vive. Ridicolo inoltre dire che essa rappresenta un rischio per la circolazione stradale, dal momento che purtroppo qualsiasi animale può attraversare la strada e finire investito.
In materia ambientale non esistono soluzioni rapide, così come non esiste un solo fattore alla base delle problematiche territoriali. Pensare di risolvere tutto massacrando le nutrie non è solo una crudeltà, ma è una follia costosa ed inutile, nonché una presa in giro per cittadini e agricoltori. La Convenzione tra Comuni e Provincia per l’eradicazione della nutria si configura come un espediente di abile regia politica, volto a fare cassa alle spese dei cittadini, ma che non risolverà nulla; tra alcuni mesi, la popolazione di nutria sarà tornata quella di prima e ovviamente, si tornerà di nuovo a chiedere soldi, a sparare e uccidere.